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Architettura in Città, prospettive interne Email




La prima impressione entrando alle Officine Grandi Riparazioni è quella di essere in un luogo brulicante di attività; il costante viavai di visitatori, addetti ai lavori o semplici curiosi, che si sommano ai volontari, ai membri dello staff e alle persone chiamate ad intervenire in qualità di relatori rende le OGR un vero quartier generale del festival.

Appena si oltrepassa la soglia delle OGR, è impossibile non imbattersi in uno dei numerosi volontari pronti a dare indicazioni sugli eventi organizzati per la giornata.
Tra questi Marco, 21 anni, studente di Architettura, racconta: “Benché conoscessi l’edificio, non avevo ancora visitato le OGR dall'interno. Cogliendo quest’occasione ho potuto soddisfare la curiosità di osservarne direttamente le strutture, visitando le mostre che ho trovato estremamente interessanti. Il pubblico dei visitatori è estremamente eterogeneo, anche grazie al fatto che gli appuntamenti in programma integrano l'architettura con la fotografia e altre manifestazioni artistiche”.
Un'altra giovane studentessa, Andreea, ci racconta che da due anni studia a Torino e che ha potuto candidarsi come volontaria tramite la pubblicazione dell'annuncio sui social network. “Attraverso un progetto di restauro con il Politecnico avevo già potuto conoscere le OGR, sia in loco che attraverso immagini, foto e mappe storiche”. Tra le esposizioni che più l'hanno sorpresa cita Smart Explorations in Mirafiori; analogo giudizio anche da parte di Andrea (volontario, 25 anni). Entrambi ne apprezzano le tavole, i plastici e la presentazione di forte impatto, che ben si integra con il contesto delle Officine. “Avevo già visitato le OGR prima della loro riconversione, quando erano agibili solo per il 25% degli spazi”, riferisce Andrea, “e anche in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia.” Positivo anche il suo giudizio sul festival: “I visitatori sono molto numerosi, ma sono molto ben seguiti anche grazie all'alto numero di volontari”.

Marina e Laura, pensionate, ci spiegano che sono arrivate al Festival come volontarie attraverso l'Associazione Volo di Torino, alla quale sono iscritte dal 2009. Raccontano di aver già assistito il pubblico durante le due scorse edizioni di Architettura in Città. “La nostra impressione al terzo giorno di Festival è positiva, abbiamo registrato una notevole affluenza soprattutto in occasione dell'inaugurazione. Durante le mattinate sono soprattutto i professionisti del settore ad essere attirati da specifiche conferenze, mentre nel pomeriggio notiamo più visitatori incuriositi dal Festival nel suo insieme. Noi stesse, non legate professionalmente al mondo dell'architettura, abbiamo potuto apprezzare molte delle installazioni presenti”.

Nel cortile della struttura delle OGR, subito prima dell'entrata, più operai stanno lavorando all’ultimazione del modulo abitativo progettato all’interno del progetto “Architetture per la catastrofe”. Collocati proprio dinanzi alle porte di ingresso, sembrano quasi inconsapevoli custodi del festival, potendo percepire in ogni momento della giornata l'afflusso dei visitatori.
“L'inizio del Festival mi è parso straordinario” prosegue Ferdinando “buona anche l'organizzazione. In particolare sono stato attirato dalle installazioni relative all'architettura parassitaria ed in generale ritengo che i contenuti delle iniziative dovrebbero stimolare non solo i professionisti, ma anche i comuni cittadini che per la prima volta si avvicinano all'architettura”.

I visitatori, come avevano segnalato i volontari, al mattino sono prevalentemente operatori del settore. “Tra tutte le mostre che siamo riuscite a vedere riteniamo che la mostra Identidad en la Diversidad sia quella più interessante in assoluto”, dichiarano due visitatrici che rivelano presto di essere docenti di architettura. Subito dopo Alessia e Laura, laureande in Architettura, dopo aver seguito una delle conferenze del mattino “Smart City Manifesto” raccontano: “Siamo interessate al tema dell'architettura sostenibile, oggetto della nostra tesi di laurea; abbiamo pertanto selezionato quegli appuntamenti e quelle mostre che sono riconducibili alla categoria smart tra quelli in calendario”.

Dopo la pausa pranzo gli spazi si riempiono di curiosi. Valentina, 27 anni, ci racconta: “Sono venuta a conoscenza del festival grazie ad amici designer; nella visita degli spazi mi hanno particolarmente incuriosito gli scatti esposti nella mostra organizzata da Biffi Gentili, ma anche l’installazione dedicata ai graffiti urbani”. Tre ragazzi intenti a scrutare il programma delle iniziative affermano di non essere esperti di architettura, ma che il festival li ha incuriositi perché sembra non trattarsi di un evento per addetti ai lavori; uno dei tre, studente di Giurisprudenza, spiega: “Non avevo mai sentito parlare di questo festival, ma mi hanno incuriosito i volantini lasciati in una caffetteria di Via Po. Non abbiamo ancora visitato tutte la installazioni, ma in particolare sono curioso di vedere l’installazione ParaCity”.

31/05/13

 
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