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Installazione: 28 maggio – 1 giugno, OGR
Conferenza: 30 maggio, ore 16.00, OGR – Sala Duomo
Plug_in e Fondazione OAT, in collaborazione con Gandelli House

Il progetto “Architetture per la Catastrofe” è un'iniziativa dell'associazione culturale Plug_in e della Fondazione OAT, con lo sponsor tecnico di Gandelli House, che nel mese di marzo ha visto l’organizzazione di un workshop curato dal critico di architettura Emanuele Piccardo con l’intento di elaborare riflessioni teoriche e istruzioni pratiche per affrontare situazioni di emergenza a seguito di una calamità naturale, sottolineando la necessità di una progettazione urbana per gli insediamenti post catastrofe.

Il workshop, i cui esiti saranno presentati nell’installazione di un prototipo di alloggio provvisorio in scala 1:1 e in una conferenza pubblica durante Architettura in Città, ha preso come modello le linee guida elencate dalla FEMA (Federal Emergency Management Agency) statunitense, applicabili al territorio italiano solo dopo gli opportuni adattamenti richiesti dalla diversità del contesto; la costruzione di insediamenti provvisori, infatti, implica decisioni politiche, amministrative  e progettuali che devono considerare anche l’ambito sociale, economico e culturale.
I partecipanti del workshop, ipotizzando di dover gestire l'insediamento di 1000, 5000 e 8000 cittadini all'interno del Parco Colonnetti di Torino, hanno studiato quali configurazioni urbanistiche potessero garantire la maggior efficacia ed efficienza. Si è così constatato che all'interno del parco torinese è possibile garantire un'elevata qualità abitativa ad un numero massimo di 5000 cittadini, calcolando 20 metri quadri per abitante e spazi riservati al verde pubblico, ai parcheggi e alle strade. Sono stati progettati sistemi di alloggio la cui struttura in legno consente facilità di montaggio, modularità, sostenibilità ed adattabilità alle esigenze dei fruitori. Le unità abitative si basano su moduli da 16 metri quadrati, dalla cui aggregazione è possibile comporre alloggi adattabili a tutte le tipologie di nuclei familiari.

Tra gli obiettivi del workshop c’è anche un intento comunicativo: “l'esposizione del prototipo M2 e la conferenza” commenta Piccardo “sono rivolte ai cittadini e agli amministratori pubblici affinché possano apprendere come risolvere le emergenze abitative che seguono una catastrofe ambientale, migliorando realmente le condizioni di vita delle comunità. In queste situazioni è fondamentale poter ricreare spazi pubblici urbani riconoscibili dai cittadini, come i luoghi di incontro, di formazione, di culto o di ricreazione, che nell'insieme aiutano alla salvaguardia dell'identità e della dignità dei soggetti”.

22/05/2013

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